giovedì 17 giugno 2010

Il Twitter dei calciatori ai mondiali

Forlan e Ronaldo si scatenano, Capello e Del Bosque lo vietano, gli azzurri usano il basso profilo. E una gaffe imbarazza l'Olanda!

Gli italiani come al solito sono cauti, gli statunitensi ci danno dentro- spinti da Obama, che sprona via Web-, gli inglesi vorrebbero pure provarci, ma Capello l’ha vietato. Idem Del Boqsue, il sergente di ferro vecchio stile che guida la Spagna. E’ il Mondiale di Twitter, perché tra i milioni di tifosi che commentano in tempo reale spesso spunta qualche fuoriclasse. Tipo Cristiano Ronaldo, che dal suo account cinguetta giudizi su tutti. «Un buon debutto della Germania. Grande partita, la migliore finora» scriveva davanti alla tv la sera in cui i tedeschi facevano a pezzi l’Australia. O Diego Forlan, centravanti dell’Uruguay, che ammette di essere «ossessionato» dai social network.

«Mi piace parlare con gli amici, condividere la mia esperienza e raccontare cosa sta succedendo in questa Coppa del Mondo alla gente in Uruguay. Parlo come tifoso e non come calciatore», dice il numero sette sudamericano, e spiega: «Attraverso Twitter non diffondo notizie sulla mia nazionale». Non ha mai avuto così tanti problemi di traffico come negli ultimi cinque giorni, il servizio di microblogging, preso d’assalto com’è dai messaggini che rimbalzano dai sofà di tutto il pianeta. Oggi è spuntato pure Ronaldo, per l’occasione ultrà verdeoro: «Andiamo avanti, mancano ancora sei partite. Nel 2002 iniziammo con lo stesso risultato contro la Turchia», ha scritto l’ex Fenomeno, che il giorno prima aveva pronosticato un tre a zero secco (reti di Kakà, Robinho, Luis Fabiano) e s’è dovuto rimangiare il pronostico. Gli ha subito risposto Kakà, che con Felipe Melo, Julio Cesar, Nilmar, Gilberto Silva guida la Selecao in Rete e racconta i segreti dello spogliatoio. Dilaga, la Twitter-mania. Si è aperto un account persino Blatter, 74 anni, capo supremo della Fifa contrarissimo alla tecnologia in campo ma non, evidentemente, a quella sul Web.

Poi qualcuno esagera, e i commissari tecnici devono correre ai ripari. La Federazione olandese ha proibito ai giocatori della nazionale di comunicare attraverso Internet dopo uno scambio di battute pesanti tra l’attaccante Eljero Elia e un suo amico. «Cancro di un marocchino!», ha scritto ad un certo punto il calciatore durante una chat con tanto di webcam attiva. Elia è di colore e per tutta risposta l’amico l’ha chiamato «negro». Lo scambio di mail è rimbalzato sui giornali, e il mea culpa del centravanti è servito a poco. «Abbiamo sottovalutato l’impatto dei nuovi mezzi di comunicazione, avevamo chiesto ai giocatori di usarli responsabilmente ma ora non possiamo permetterli più a nessuno», il diktat del portavoce degli orange Kees Jansma.

«Ok. È incontrovertibile – dicono i responsabili di Twitter - che i Mondiali di calcio siano una cosa grossa . Potremmo proprio dire che si tratta della cosa più grossa in assoluta. Nel 2006, 700 milioni di persone hanno visto in diretta la finale Italia-Francia. Per cui non dovrebbe stupire il fatto che i Mondiali siano protagonisti anche qui».

[fonte: lastampa.it]

Nessun commento: